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Aglio di Caraglio P.A.T. e Aglio Storico di Caraglio P.S.F.

Info
Maggiori informazioni
Consorzio di Promozione, Tutela e Valorizzazione dell’Aglio di Caraglio; c/o Associazione Turistica Pro Loco Insieme per Caraglio, Via Roma 138, Caraglio
Contatti
Tel. 0171 619816, 339 8964372; info@insiemepercaraglio.it; www.insiemepercaraglio. it

Caraglio fa rima con aglio. Infatti, come testimoniano alcuni detti popolari, in questo paese ai piedi della Valle Grana la coltivazione dell’aglio è antica. Grazie a una famiglia del posto che ha preservato la semente autentica, da qualche anno un consorzio locale ha ripreso con successo questa tradizione. Inoltre, per valorizzare l’aglio storico di Caraglio, a fianco del consorzio è nato un Presidio Slow Food. Seminato in autunno e raccolto a giugno, in concomitanza con la festa di san Giovanni, l’aglio è coltivato secondo tecniche che prevedono lavorazioni manuali, niente prodotti chimici di sintesi, rotazione con altre specie (come antiche varietà di mais, barbarià, patate, lenticchie), concimazione con letame. Si tratta di una pianta rustica e vigorosa, con bulbo di piccole dimensioni, spicchi affusolati e striature rosso vinaccia. Dopo la raccolta i bulbi vengono essiccati sui graticci, quindi confezionati a mano. L’aglio di Caraglio, dolce e aromatico, si distingue per la sua delicatezza e la facile digeribilità. È ingrediente ideale per saporite specialità piemontesi quali bagna caoda, bagnet verd e soma d’aj. Lo si può trovare nelle classiche trecce, ma anche in gustosi prodotti trasformati.

MODALITÀ DI PRODUZIONE

Il disciplinare prevede che la coltivazione avvenga senza diserbo chimico e che la lavorazione sia rispettosa delle tradizioni e limitata ai confini territoriali di Caraglio. Inoltre per quanto è possibile viene usato per la concimazione letame proveniente dagli allevamenti di Castelmagno. Sebbene non tutte le aziende siano certificate bio, tutte seguono la metodologia biologica o bio integrata anche perché il Consorzio indirizza la produzione verso l’agricoltura biologica. L’asciugatura, l’essiccatura e la conservazione avvengono tramite l’apposizione dei mazzi in pendeis (pannelli), in luogo ventilato, asciutto, luminoso ma non al sole diretto. La pulizia e il confezionamento dell’aglio avvengono manualmente. L’aglio di Caraglio è delicato e profumato, gustoso ma non invasivo ma soprattutto è particolarmente digeribile in quanto non “rinviene”. Usato in cucina soprattutto come aromatizzante contiene inoltre principi antinfiammatori.

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