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Vino Colline Saluzzesi D.O.C.

Info
Maggiori informazioni
Consorzio di Tutela Vini Doc Colline Saluzzesi; c/o Coldiretti, Via Circonvallazione 25/H, Saluzzo
Contatti
Tel. 333 6676235; collinesaluzzesi@gmail.com; www. consorziocollinesaluzzesi.it

Talvolta, al principio il vino è una montagna. Alle pendici del Monviso, il clima alpino, il suolo carico di minerali e una straordinaria biodiversità ampelografica caratterizzano le ripide colline che da Saluzzo arrivano fino a Busca, situate idealmente tra la Langa e la Francia. Qui la viticoltura ha una storia antica, che parte dai Romani, passa per Giulio II (il papa, entusiasta del buon vino ricevuto in dono dalla marchesa Margherita di Foix, assegnò un vescovo a Saluzzo), sconfina nel Delfinato e giunge ai nostri giorni grazie a un gruppo di produttori visionari desiderosi di valorizzare questo patrimonio. La denominazione Colline Saluzzesi senza specificazione di vitigno è riservata al vino rosso ottenuto principalmente da uve pelaverga (da non confondere con il pelaverga di Verduno), nebbiolo e barbera, da sole o congiuntamente (minimo 60%). La denominazione seguita dalla specificazione Barbera, Chatus, Pelaverga (anche rosato) o Quagliano (anche spumante) è riservata ai vini vinificati in purezza. Dal punto di vista varietale, il pelaverga è presente soprattutto nella Valle Bronda, mentre il quagliano è coltivato in particolare a Costigliole Saluzzo; da questi rari vitigni autoctoni si producono rispettivamente un piacevole vino da tutto pasto e un vino da dessert frizzante.

CENNI STORICI

Il conferimento della D.O.C. ha significato il riconoscimento di una lunga tradizione produttiva e la garanzia di salvaguardia di un vitigno raro, come quello del Quagliano, e di origine antichissime. La viticoltura ha sempre occupato un ruolo importante nella cultura del Saluzzese, infatti fu anche per favorire gli scambi commerciali che il Marchese di Saluzzo Ludovico II fece sistemare, all’inizio del Cinquecento, le strade delle vallate e fece aprire il cosiddetto Buco di Viso per esportare il vino nel Delfinato ed importare il sale lungo quella che poi prese il nome di Via del Sale. L’area di produzione comprende il territorio di numerosi comuni del Saluzzese ed è particolarmente favorita dal punto di vista climatico, ciò ha permesso che, nonostante la forte concorrenza delle colture frutticole particolarmente sviluppate in questa zona, alcuni vigneti potessero essere conservati. Il vitigno Pelaverga, documentato fin dai tempi dei romani, fu apprezzato in particolare dal Papa Giulio II a cui veniva inviato il vino dalla marchesa Margherita di Foix, come annotato da Giovanni Andrea del Castellar nel suo Charneto. Tale vitigno è presente soprattutto in Valle Bronda, mentre la coltivazione del Quagliano, anch’esso vitigno autoctono della zona e documentato per la prima volta nei bandi campestri della città di Busca pubblicati nel 1721, è localizzata soprattutto lungo la dorsale collinare che da Saluzzo arriva fino a Busca e in particolare a Costigliole Saluzzo. L’uva del Quagliano è caratterizzata da ottime qualità organolettiche e per questo spesso viene consumata anche come uva da tavola. Per quanto riguarda gli abbinamenti, il Pelaverga, vino con tonalità rosso rubino tenue e delicato, dal profumo fragrante e fruttato con prevalenza di sentori di ciliegia e lampone velati da una leggera nota speziata, è particolarmente adatto ad essere abbinato con antipasti e piatti poco elaborati e con formaggi; il Quagliano, caratterizzato da un profumo delicatamente vinoso con sentore di viola, fragole e lampone, è invece il tipico vino da dessert ottimo accompagnato da pasticceria secca o servito come aperitivo ben fresco.

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