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PUNTA DANTE

IL VIAGGIO “DANTESCO” VERSO LA VETTA IN OMAGGIO AI SETTECENTO ANNI DALLA SCOMPARSA DEL SOMMO POETA

A pochi giorni dall’evento che le TERRES MONVISO dedicano alla chiusura del dossier di candidatura a Capitale Italiana della Cultura, presentiamo una nuova impresa che unisce outdoor e cultura, nel segno di Dante Alighieri. Come molti sportivi che hanno scelto di correre la propria impresa per “sostenere” idealmente la candidatura (la scalata al Monviso, la pedalata dalla foce del Po alla punta del Re di Pietra per citarne due), anche Paolo Bertacco e Mauro D’Ascenzo – membri dell’Associazione Vesulus – hanno voluto dare alla loro avventura un significato forte in omaggio ai 700 anni dalla scomparsa del sommo Poeta. Cammino, letture dalle pagine de La Divina Commedia, la posa della targa, questi i momenti salienti. Lisa Sappia, video maker professionista e trekker, li ha seguiti per comporre una serie di immagini – fotografiche e video – che vogliono raccontare l’ascesa nel nome di Dante sulla Punta dell’arco alpino che lo ricorda.

L’impresa, che voleva essere un viaggio tra alcune delle bellezze alpinistiche che circondano il Monviso, è stata possibile, ancora una volta, grazie alla determinazione di alcuni alpinisti e al coordinamento tra Rifugisti e Sezioni Cai che sin dall’estate appoggiano la grande sfida firmata Terres Monviso.

La cronistoria firmata dal Prof. Paolo Bertacco:

Alle 15 di sabato 9 ottobre 2021 siamo partiti dalle Meire Dacant nel vallone dell’Alpetto (comune di Oncino) in direzione del rifugio Alpetto con un tempo atmosferico bigio e piovoso, per arrivare al detto rifugio per le ore 17 circa. Al rifugio, gestito dal CAI Cavour, abbiamo cenato e pernottato, grazie alla cortesia della citata sezione del CAI.

Il giorno successivo, domenica 10 ottobre, siamo partiti accompagnati da cielo tersissimo ed una temperatura gelida alle 7.30 alla volta della Punta Dante, dove avremmo apposto la targa commemorativa per il settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri e avremmo dispiegato la bandiera di SM2024 di fronte al Monviso. Dopo aver raggiunto e superato i passi Gallarino e San Chiaffedo, siamo entrati nel severo Vallone delle Giargiatte in alta Val Varaita e di qui, passando sotto gli sfasciumi che contornano il versante occidentale di Punta Trento, abbiamo toccato, per faticoso itinerario, il colletto Fiorio-Ratti, dedicato ai primi salitori della Punta Dante.

Dal colletto a 3040 m, in pochi minuti siamo arrivati ai 3166 m della Punta Dante e subito ci siamo messi all’opera collocando la targa che avevamo portato con noi su una delle pietre della cima e, successivamente, sventolando la bandiera di SM2024, tutto ciò a nome del Comune di Saluzzo, del CAI (specialmente della sezione Monviso) e dell’Associazione Vesulus.

Dopo aver fatto questo, documentando le varie azioni con foto e video, siamo ridiscesi alla base della montagna utilizzando il ripidissimo canalino Fiorio-Ratti che in brevissimo tempo ci ha ricondotti al sentiero principale del famoso giro del Monviso.

Superati nuovamente i passi San Chiaffredo e Gallarino, siamo ritornati al rifugio Alpetto verso le 15.30 dove abbiamo incontrato i membri del CAI Cavour impegnati in alcuni lavori di manutenzione prima della chiusura annuale del rifugio.

Un territorio che ha ottenuto il riconoscimento dall’UNESCO come Riserva della Biosfera del Monviso, una terra discreta, ma di straordinaria bellezza e unicità.

Queste valli sono il territorio ideale per chi ama la montagna e la natura e soprattutto lo sport all’aria aperta: dal trekking alle passeggiate a cavallo; dal mountain bike all’arrampicata sportiva e su ghiaccio; dal kite surf al parapendio; dallo sci alpino a quello di fondo; dalla canoa al rafting.

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