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Anello Saluzzo – Castellar – Saluzzo

© Photo Credits: Paolo Cilli

Anello Saluzzo - Castellar - Saluzzo
DISLIVELLO
+ 540 MT
KM
13,9

Un percorso vario, di ampio respiro, che permette d’immergersi negli ambienti più diversi che rendono unico il contesto saluzzese: dalla città storica a quella moderna, dalla collina coltivata fino ai boschi della Valle Bronda. Un anello che può essere l’occasione di spendere l’intera giornata all’aperto e scoprire il meraviglioso borgo di Castellar, comune autonomo fino a poco tempo fa, e ora Municipio facente parte del Comune di Saluzzo.

L’itinerario prende il via da Piazza Risorgimento, a fianco della Cattedrale. Per chi arrivasse in città in auto, è consigliato il parcheggio di Piazza Garibaldi (a pagamento nei giorni lavorativi) oppure Piazza Buttini, accanto all’edificio dell’ex Tribunale (sempre gratuito).

Attraversiamo l’antica Porta Santa Maria ed entriamo nell’omonima piazzetta, ingresso alla città antica. Da qui occorre procedere in salita fino a raggiungere Piazza Castello: il percorso più diretto è percorrere dapprima via Valoria Inferiore e poi via Valoria Superiore, ma possiamo variare a piacere l’itinerario attraverso il centro storico.

Raggiunta la Castiglia, imbocchiamo via San Lorenzo che si inerpica tra le ville e i vigneti della collina, e la percorriamo tutta, ignorando le deviazioni che raggiungono i diversi insediamenti sparsi nel verde. Dopo circa 1,8 km troviamo un’utile fontanella, e la salita termina sulla dorsale che separa la pianura dalla valle Bronda. Con una breve deviazione sulla destra è visitabile l’antica cappella di San Lorenzo, inglobata in un insediamento rurale.

Proseguiamo attraversando il piccolo villaggio che ospita la Comunità Cenacolo, nata negli anni ’80 grazie all’impegno di Madre Elvira Petrozzi, animata da ragazzi e famiglie provenienti dalle più svariate parti d’Italia e del mondo.

Dopo una breve discesa, nei pressi di un pilone votivo, si tralascia a sinistra la diramazione di Via Creusa che scende verso la pianura, e si prosegue in piano sulla strada che raggiunge dopo alcuni minuti di cammino il rustico Pilone Botta, ove termina l’asfalto.

Riempite le borracce alla fresca fontana che sgorga direttamente dalla vasca dell’acquedotto municipale di Santa Cristina, ci addentriamo nel bosco lungo una pista frequentata da camminatori e ciclisti. Proseguiamo ora per alcuni minuti lungo la strada più battuta, ignorando diverse diramazioni secondarie e una, più evidente, che verso sinistra scende verso Manta, fino a raggiungere un bivio: a sinistra il ramo principale prosegue per santa Cristina di Verzuolo, mentre a destra un cartello indica la direzione Castellar.

Imboccata questa traccia, che presto si riduce a sentiero, ci inoltriamo nel tratto più selvaggio del tracciato, che si snoda a mezzacosta sotto alla volta verde, transitando accanto ad alcuni affioramenti rocciosi. Dopo un traverso che ancora prosegue in piano, compiendo alcune svolte inizia decisa la discesa, che seguiamo fino a giungere, superato un pilone votivo, ad un insediamento rurale. Qui occorre svoltare decisamente a destra ed imboccare la strada sterrata che ci condurrà in pochi minuti ai margini del bosco. Passando davanti alla piccola cappella di Santa Lucia entriamo nell’omonima suggestiva borgata, dalla quale la strada torna asfaltata. Sempre scendendo, in pochi minuti raggiungiamo la rotonda sulla strada provinciale, attraversata la quale ci dirigiamo verso il centro di Castellar, autentico piccolo gioiello che merita senz’altro una deviazione, magari per una pausa ristoratrice.

Il nostro itinerario continua invece imboccando, con svolta a destra subito dopo il ponticello all’ingresso dell’abitato, Via Salalait che ci conduce nei pressi della chiesa parrocchiale. Qui troviamo una comoda e frequentata area pic-nic con una zona giochi adatta ai più piccoli e una fontana.

Occorre imboccare ora la strada che costeggiando il campo sportivo si lascia a sinistra la chiesa parrocchiale e, passando accanto all’area camper, proseguiamo lungo il torrente Bronda.

Il tracciato continua pianeggiante tra campi coltivati e frutteti e, attraversato un gruppo di case, sbuca sulla provinciale “dei boschi” che collega Saluzzo con Sanfront e l’alta valle Po.

Svoltando immediatamente a destra superiamo il ponte sul torrente ed iniziamo a percorrere la pista ciclabile che, correndo lungo la strada, ci condurrà verso la frazione San Lazzaro di Saluzzo.

Alla rotatoria di fronte alla cappella di San Lazzaro teniamo la sinistra e, attraversando aree con insediamenti residenziali, artigianali e commerciali, raggiungiamo Piazza Cesare Battisti sulla quale si affaccia il Santuario della Consolata con il suo antico campanile.

Da qui, percorrendo il lungo rettilineo costituito prima da Corso Piemonte e poi dal pedonale Corso Italia, si ritorna al cospetto della Cattedrale, chiudendo in questo modo l’anello.

Un territorio che ha ottenuto il riconoscimento dall’UNESCO come Riserva della Biosfera del Monviso, una terra discreta, ma di straordinaria bellezza e unicità.

Queste valli sono il territorio ideale per chi ama la montagna e la natura e soprattutto lo sport all’aria aperta: dal trekking alle passeggiate a cavallo; dal mountain bike all’arrampicata sportiva e su ghiaccio; dal kite surf al parapendio; dallo sci alpino a quello di fondo; dalla canoa al rafting.

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