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Spazio Lalla Romano

© Biblioteca Civica di Demonte

Informazioni
Indirizzo
Via Martiri e Caduti per la Libertà, 1 12014 Demonte (CN)
Biblioteca Civica di Demonte
0171 955903 | biblioteca.demonte@gmail.com
Per visitare lo Spazio, contattare la Biblioteca nei seguenti giorni e orari:
Martedì h. 9-12 / Giovedì h. 15-18 / Sabato h. 9-12 e 15-18 / Domenica h. 9-12

Scrittrice fra le più interessanti del Novecento italiano, Graziella Romano, in arte Lalla Romano fu non solo poetessa e giornalista affermata ma si dedicò anche con successo alla pittura.

Il Museo

Il museo si sviluppa su cinque sale collocate al primo piano del Palazzo sei/settecentesco Borelli in Demonte. La mostra permanente espone fotografie, scritti, ricordi personali oltre documenti che attestano il forte rapporto dell’autrice con Demonte e la Valle Stura, ma anche i suoi dipinti e disegni, una ricostruzione fotografica del suo studio milanese di Via Brera e le copertine delle sue opere letterarie.

Approfondimento: chi era Lalla Romano

Graziella Romano, in arte Lalla Romano, nacque a Demonte nel 1906. Pronipote del famoso logico-matematico Giuseppe Peano, a Lalla non mancarono gli stimoli intellettuali all’interno della sua famiglia. Dopo il Liceo Classico Silvio Pellico si iscrive successivamente alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino – tra i compagni di corso e le conoscenze torinesi figurano nomi che diventeranno poi importanti: Cesare Pavese, Mario Soldati, Arnaldo Momigliano, Carlo Dionisotti.

Nel periodo universitario, oltre alla letteratura e alla filosofia, Lalla coltiva anche la passione per l’arte, frequentando lo studio del pittore Giovanni Guarlotti e compiendo frequenti viaggi a Parigi per scoprire le novità in campo artistico.

Dopo la laurea nel 1928 entra nella scuola di pittura di Felice Casorati che continuerà a frequentare anche durante gli anni di insegnamento nelle scuole superiori di Cuneo. A Torino partecipa a numerose mostre collettive di pittura e all’inizio degli anni Trenta scrive molti racconti, alcuni dei quali confluiranno nella raccolta “La villeggiante” edita da Einaudi.

Nel 1935 si trasferisce con il marito Innocenzo Monti e loro figlio a Torino, dove continua a coltivare la sua passione per la poesia e la pittura, esponendo in mostre collettive.

Durante la Seconda guerra mondiale torna a vivere presso la madre a Cuneo e partecipa alla Resistenza come incaricata dei “Gruppi di difesa della donna”. Su incoraggiamento di Eugenio Montale pubblica nel 1941 la raccolta di poesie Fiore e due anni dopo traduce, su commissione di Cesare Pavese, i Trois contes di Flaubert. Questo periodo segna l’abbandono della pittura per la dedizione totale all’attività letteraria, del racconto, “attraverso la memoria, di verità essenziali per tutti”.

Nel 1945 iniziano le collaborazioni con giornali e riviste e nel 1947 raggiunge il marito a Milano dove prosegue con la carriera da insegnante fino al 1959. In città oltre a Montale frequenta Bacchelli, Solmi, Sereni, Bo, Vittorini, Paci, Rognoni, Anna Banti, Pietro Citati, Elsa Morante e continua i rapporti con la casa editrice Einaudi, in particolare con lo stesso editore Giulio Einaudi, con Natalia Ginzburg, Italo Calvino, Giulio Bollati.

Scrive su giornali di critica e narrativa e pubblica i suoi primi romanzi ma bisogna arrivare al 1969 perché la scrittrice sia rivelata al grande pubblico, quando il suo romanzo Le parole tra noi leggere vince il Premio Strega. Seguono numerose pubblicazioni (L’ospite 1973, Giovane è il tempo 1974, Lettura di un’immagine 1975, La villeggiante 1975, Una giovinezza inventata 1979, Lo stregone 1979) e cresce intensamente l’attività giornalistica con diversi quotidiani (da Il Giorno, Il Corriere della sera a Il Giornale Nuovo). A Roma le viene consegnata la «Penna d’oro» dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal sindaco di Milano riceve invece la medaglia d’oro di Benemerenza Civica.

Nel 1976 una parentesi di vita in politica di un anno come consigliere comunale di Milano nelle liste del PCI e, nel 1981, la morte del marito. Nel 1986 pubblica con il fotografo Antonio Ria il primo di una serie di volumi con fotografie, La treccia di Tatiana e un’edizione rinnovata delle fotografie del padre, Romanzo di figure, cui lo stesso Antonio Ria dedica una mostra che arriva anche all’estero. Rafforzano l’immagine della Romano romanziera le seguenti pubblicazioni: Nei mari estremi (1987), Un sogno del Nord (1989), Le lune di Hvar (1991) e Un caso di coscienza (1992), mentre i suoi quadri continuano ad essere presentati in molte mostre.

Negli ultimi anni della sua vita continua a scrivere pensieri, riflessioni, piccoli episodi, che verranno poi selezionati e raccolti in Diario ultimo, pubblicato postumo da Einaudi nel 2006. Il 21 febbraio 2001 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi conferisce a Lalla Romano il diploma di Medaglia d’oro ai Benemeriti della scuola, della Cultura, dell’Arte e il 26 giugno dello stesso anno Lalla Romano si spegne a Milano. Il 2 novembre, con una cerimonia pubblica, il suo nome viene inserito nella lapide dei Cittadini illustri di Milano presso il Famedio del Cimitero Monumentale.

Fonte: http://www.lallaromano.it/index.php?it/97/vita

Per un approfondimento dettagliato su vita, opere di letteratura e pittura, vi consigliamo di consultare il sito Lalla Romano.

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