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valle fortificata

Vallo Alpino del Littorio

© Simone Mondino - Archivio Unione Montana Valle Stura

La Valle Stura, in quanto importante via di comunicazione con la Francia, durante il ventennio fascista vide la costruzione di numerose opere fortificate di difesa (bunker) appartenenti al Vallo Alpino del Littorio, noto anche brevemente come Vallo Alpino.

Le fortificazioni di alta valle (Becchi Rossi, vallone di Collalunga, Oserot etc..) furono costruite a partire dai primi anni ’30 secondo quanto stabilito dalla “Circolare 200”, e subirono diversi lavori di miglioramento e di aumento dell’efficienza fino all’inizio del secondo conflitto mondiale. Gli ultimi sbarramenti, costruiti in bassa valle (Moiola, Valloriate) vennero iniziati solamente a conflitto già iniziato con la circolare 15000, e in molti casi non vennero mai completati né armati, fermandosi in alcuni casi al solo scavo nella roccia.

Prima della seconda guerra mondiale, le opere di difesa erano presidiate dalle unità della “GaF”, il corpo di Guardia alla Frontiera, specificatamente creato per il presidio delle opere fortificate, il cui motto era «Dei sacri confini guardia sicura».

Oggigiorno, guardandosi intorno con occhio attento, in quasi tutta la valle si è circondati da queste cupole di cemento, testimoni silenziosi e ormai inglobati nel paesaggio, di un passato cruento, non così tanto lontano dai giorni nostri.

fortini di moiola

Lo sbarramento di bassa valle – Moiola e Valloriate

Nei comuni di Moiola e di Valloriate si trovano diverse Opere costruite nel triennio 1940-42.

Senza dubbio la più significativa è l’Opera 5 (San Membotto) nei dintorni di San Membotto se ne trovano altre (Opera 4, 4 bis, 4 ter, 5 bis, 6, 6 bis e 7) come sul Colle di Valloriate (Opere 8 e 9).

L’Opera 5 San Membotto era un’opera in caverna su più livelli di quota, dotata di osservatori in blocco e in periscopio e possedeva quattro ingressi. Alcune parti dell’opera rimasero incompiute (postazioni dei cannoni) ma fu comunque presidiata. Si tratta di una delle opere più grandi del Cuneese. Il blocco mortai è l’unico costruito in tutto l’arco alpino occidentale. Davanti all’opera si trovano le baracche per il personale.

Vallone di Collalunga – San Bernolfo, Vinadio

Nel Vallone di Collalunga, nei pressi del Lago di San Bernolfo, sono presenti diverse fortificazioni costruite alla fine anni ’30 del secolo scorso. Le più importanti sono le opere collocate presso il Lago San Bernolfo (Opera 12 e 13), il Ricovero Artiglieria e la Teleferica Lago di San Bernolfo – Collalunga.

collalunga

Il Ricovero Artiglieria era un ricovero per il rimessaggio dei quattro cannoni da cento della batteria posta sul cucuzzolo a Nord del Lago San Bernolfo e una pista raggiungeva le piazzole (ora è il percorso botanico). Lungo la strada, poco più a monte del ricovero, esisteva una baracca per gli artiglieri, che è stata completamente restaurata ed è divenuta il rifugio CAI De Alexandris Foches al Laus.

fortificazione ex ricovero

La Teleferica Lago San Bernolfo – Collalunga era una teleferica per il trasporto di materiali e rifornimenti per le opere della zona di Collalunga, composta da una stazione superiore motrice e una inferiore di rinvio. Entrambe erano dotate di ricovero per il personale, officina e magazzino.

I Becchi Rossi – Murenz, Pietraporzio

Nella zona dei Becchi Rossi si trovano fortificazioni costruite intorno agli anni ’30 del 1900. Le più rilevanti sono le opere collocate presso il Becco Rosso (Opera 11, 12, 13, 14 e 15), l’Osservatorio Murenz, la Cavernetta Ricovero A e la Caverna per Fotoelettrica.

L’Osservatorio Murenz era in calcestruzzo con ampio settore logistico sotterraneo e possedeva due ingressi. Avrebbe ospitato il comando di una Divisione di fanteria e delle truppe della Guardia alla Frontiera in caso di guerra.

La Cavernetta Ricovero A era un ricovero per 10/15 uomini. L’opera avrebbe dato riparo durante i bombardamenti alle truppe di una batteria di mortai da 81 mm schierata nelle vicinanze.

La Caverna per Fotoelettrica era un ricovero per ricoverare una fotoelettrica (trasportabile all’aperto tramite decauville) col compito di illuminare il vallone di Ferrere per individuare attacchi notturni ma non fu mai utilizzata.

Colle della Bandia e Gardetta – Colle Valcavera, Sambuco

Nei dintorni del Colle della Bandia e del Colle Valcavera si trovano diverse opere costruite le più vecchie alla fine ‘800 inizio ‘900 mentre le più recenti fine anni ’30 del ‘900.

Le più significative sono le opere collocate sul Colle Bandia (Opera 128, 131), i Ricoveri e Trune della Bandia mentre sul Colle di Valcavera è la Casermetta e Trune di Valcavera.

Ricoveri e Trune della Bandia sono un complesso di trune in gran parte sostituite, in seguito, da un gruppo di edifici costituenti un ampio accasermamento militare in grado di fungere da base logistica per le truppe mobili. Una piccola parte di questi edifici fu integrata, nel 1939, in un deposito munizioni, insieme ad altri, costruiti più ad est verso il Colle di Valcavera e dotati di muro di recinzione. bunker e rocca la meja

La Casermetta e Trune di Valcavera è un complesso di trune e nel 1939 più in basso ad est fu costruita una moderna casermetta per 200 uomini.

Per avere più informazioni è possibile acquistare la Carta delle Fortificazioni

Un territorio che ha ottenuto il riconoscimento dall’UNESCO come Riserva della Biosfera del Monviso, una terra discreta, ma di straordinaria bellezza e unicità.

Queste valli sono il territorio ideale per chi ama la montagna e la natura e soprattutto lo sport all’aria aperta: dal trekking alle passeggiate a cavallo; dal mountain bike all’arrampicata sportiva e su ghiaccio; dal kite surf al parapendio; dallo sci alpino a quello di fondo; dalla canoa al rafting.

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